Non è soltanto un marchio registrato. Per generazioni di tifosi è stato semplicemente il Catania. Adesso lo storico stemma rossazzurro con l’elefante e il pallone entra ufficialmente in una nuova fase: è stata fissata l’asta che potrebbe finalmente determinarne il futuro. E c’è inevitabilmente un nome sul quale saranno puntati molti occhi.
Ci sono simboli che sopravvivono alle società, alle categorie e persino ai fallimenti.
Per tantissimi tifosi del Catania, quello scudetto a strisce verticali rosse e azzurre, con l’elefante, la scritta “CALCIO CATANIA” e il pallone color cuoio accanto, appartiene esattamente a questa categoria.
Per anni è stato sulle maglie, sulle bandiere, fuori dal Massimino. Ha accompagnato promozioni, retrocessioni, trasferte e alcune delle pagine più importanti della storia calcistica della città.
Dal fallimento del Calcio Catania, però, quello stemma non appartiene all’attuale Catania FC.
Adesso qualcosa si muove davvero.
Il marchio torna al centro della scena
Non siamo più nel campo delle ipotesi.
La procedura relativa alla vendita dello storico marchio del Calcio Catania è stata pubblicata e contiene finalmente data, prezzo e modalità dell’asta.
Il bene fa parte della procedura fallimentare del vecchio Calcio Catania e viene descritto negli atti proprio attraverso i suoi elementi più riconoscibili: lo scudetto con le strisce verticali rosse e azzurre, la denominazione “CALCIO CATANIA”, l’elefante grigio e il pallone.
Il marchio era stato originariamente registrato nel 2004, successivamente rinnovato nel 2014 e ancora una volta dalla Curatela nel febbraio 2024.
Un dettaglio tecnico, certo.
Ma dietro quelle registrazioni c’è qualcosa che per Catania è decisamente meno burocratico.
C’è un pezzo della propria storia calcistica.
Una vicenda che parte da lontano
Quello del vecchio stemma è stato uno dei temi rimasti aperti dopo la nascita del nuovo Catania.
Già nel 2025 era emersa la volontà della Curatela di procedere attraverso un’asta pubblica, separando il destino del marchio da quello di Torre del Grifo. Una perizia dell’ottobre 2024 aveva attribuito al logo un valore di 46.000 euro, mentre la scelta della procedura competitiva puntava anche a valorizzare ulteriormente il bene.
Da allora l’interrogativo è rimasto sempre lo stesso.
Lo storico stemma tornerà un giorno nelle mani della società che oggi rappresenta calcisticamente Catania?
Ora abbiamo finalmente una data nella quale potremmo cominciare ad avere una risposta.
L’asta: quando si terrà e quanto costa il marchio
L’appuntamento è fissato per giovedì 15 ottobre 2026 alle ore 11:00.
La vendita sarà senza incanto e con modalità asincrona telematica.
Il termine per la presentazione delle offerte è invece fissato alle ore 11:00 del 14 ottobre, esattamente ventiquattro ore prima.
E poi c’è la cifra.
Il prezzo base è di 55.000 euro e, elemento importante, anche l’offerta minima è fissata a 55.000 euro.
In presenza di più partecipanti, il rialzo minimo previsto è di 500 euro. La cauzione richiesta corrisponde invece al 10% del prezzo offerto.
Numeri che trasformano una vicenda della quale si parla ormai da tempo in qualcosa di estremamente concreto.
Il 15 ottobre qualcuno potrebbe diventare proprietario di uno dei simboli più riconoscibili della storia del calcio catanese.
Ma chi?
Gli occhi inevitabilmente sul Catania FC
È qui che la vicenda diventa ancora più interessante.
Perché soltanto pochi giorni fa Ross Pelligra è tornato pubblicamente proprio sull’argomento.
Parlando dopo l’operazione relativa a Torre del Grifo, il presidente del Catania FC ha dichiarato di voler fare tutto il possibile per riportare anche lo storico marchio nell’orbita rossazzurra.
Una dichiarazione di intenti molto chiara.
Pelligra ha spiegato che gli sforzi erano stati inizialmente concentrati sul centro sportivo e che il successivo obiettivo sarebbe stato proprio quello di provare ad assicurarsi il vecchio logo.
Questo, però, è il punto nel quale bisogna separare desideri e fatti.
L’asta è un fatto.
L’intenzione dichiarata da Pelligra di provare ad acquisire il marchio è un fatto.
Che il Catania FC lo acquisterà, invece, non lo è ancora.
La procedura è competitiva e bisognerà vedere quali offerte saranno effettivamente presentate.
Molto più di 55.000 euro
Dal punto di vista strettamente economico, il valore iniziale è scritto nero su bianco: 55.000 euro.
Dal punto di vista di un tifoso è molto più complicato assegnargli un prezzo.
Quel simbolo appartiene alla memoria collettiva di una città.
È il Catania visto da bambini. È quello delle domeniche al Massimino. È quello delle trasferte, della Serie A, delle sfide contro le grandi del calcio italiano, ma anche delle cadute e delle ripartenze.
Il fallimento può interrompere la vita giuridica di una società.
Fa molta più fatica a cancellare ciò che quella società ha rappresentato per chi l’ha seguita.
Ed è probabilmente per questo che la vicenda del marchio continua a generare un’attenzione sproporzionata rispetto al suo semplice valore economico.
Perché non si sta parlando soltanto dell’acquisizione di un asset.
Si sta parlando della possibilità di ricucire un pezzo della storia rossazzurra con il presente.
Il 15 ottobre sapremo qualcosa in più
Adesso c’è una data da cerchiare.
15 ottobre 2026, ore 11:00.
Da quel momento la domanda non sarà più quanto valga lo storico marchio del Calcio Catania.
Quello lo sappiamo: si partirà da 55.000 euro.
La vera domanda sarà un’altra.
Chi sarà disposto a prenderlo?
E soprattutto, dopo le parole pronunciate da Ross Pelligra, sarà inevitabile guardare verso l’attuale proprietà rossazzurra.
Perché se il Catania FC decidesse davvero di partecipare e riuscisse ad aggiudicarsi l’asta, quella del 15 ottobre potrebbe diventare qualcosa di più di una semplice operazione commerciale.
Potrebbe significare riportare a casa un pezzo di Catania.
