Parole dure, senza troppi giri. Poi gli applausi e un coro che, forse più di tutto il resto, racconta il senso di quei minuti.
Il dopo partita di Catania-Inter U23, finita 1-2 al Massimino, non si è chiuso con il triplice fischio. Prima di lasciare il campo, la squadra rossazzurra è andata sotto la Curva Sud. Ad aspettarla c’era una tifoseria inevitabilmente delusa per la prima sconfitta della stagione, ma non intenzionata a trasformare quel momento in una contestazione.
Nessun fischio verso i giocatori.
È arrivato piuttosto un messaggio molto diretto: la prima può essere messa alle spalle, ma da questo momento la Sud vuole vedere cuore, una maglia sudata fino all’ultimo minuto e, soprattutto, risultati.
«Facciamo finta che non sia successo niente»
Il discorso rivolto ai calciatori parte proprio dalla volontà di chiudere qui quanto accaduto contro l’Inter U23:
«Facciamo finta che non sia successo niente, anche se abbiamo le palle girate, ma dalla prossima partita non si deve sbagliare più, perché noi ci siamo rotti il cazzo di stare in questa categoria».
Poche possibilità di fraintendere il messaggio.
Per la Curva l’obiettivo è uno: uscire dalla Serie C.
E per riuscirci vengono chiesti prima di tutto cuore, sacrificio e attaccamento alla maglia:
«Dobbiamo uscire da questa categoria, quindi o giocate col cuore e sudate la maglia fino all’ultimo minuto e portate i risultati o avrete noi contro di voi e non vi conviene».
Sono parole pesanti, soprattutto perché arrivano dopo appena novanta minuti di campionato. Ma raccontano anche quanto siano alte le aspettative che accompagnano il Catania in questa stagione.
🔴🔵 CATANIA-SAVOIA: UN GESTO PER GLI ABBONATI
Il club ha deciso di ringraziare chi ha risposto presente. Scopri l’iniziativa →
Una categoria che Catania non vuole più
C’è una frase che torna nel discorso e che probabilmente racconta meglio di tutte lo stato d’animo della Sud:
«Ci siamo rotti il cazzo di stare in questa categoria».
Non c’è soltanto la rabbia per una partita persa.
Dentro quelle parole ci sono gli ultimi anni, le stagioni trascorse in Serie C e l’impazienza di una piazza che non vuole più vivere questa categoria come la propria normalità.
È anche per questo che il ko contro l’Inter U23 finisce quasi per diventare lo sfondo del discorso.
Il senso sembra essere: questa è passata. Da adesso, però, si cambia registro.
Impegno, cuore, maglia sudata. E risultati.
Parole dure, poi gli applausi
Raccontare soltanto la parte più dura del confronto, però, significherebbe raccontarlo a metà.
Perché nello stesso discorso arriva anche un’altra frase:
«Dobbiamo essere uniti fino alla fine».
E quando il confronto termina non partono fischi.
Partono gli applausi.
Subito dopo la Curva torna a cantare per il Catania:
«Insieme a noi, insieme a noi, dai Catania lotta e vinci insieme a noi».
Ed è probabilmente qui che si capisce davvero cosa sia successo sotto la Sud.
La rabbia c’è. La richiesta alla squadra è pesante e non viene addolcita. Ma non c’è ancora una frattura tra tifoseria e giocatori.
Al contrario, dopo aver detto chiaramente ciò che pretende, la Curva ribadisce di voler continuare a stare accanto alla squadra.
Insieme, appunto.
La prima è alle spalle. Adesso serve una risposta
Una sconfitta alla prima giornata non decide una stagione. Ma il primo dopo partita del Massimino ha già fatto capire quale sarà il livello delle aspettative intorno al Catania.
La Curva Sud avrebbe potuto accogliere la squadra con i fischi.
Non lo ha fatto.
Ha chiamato i giocatori sotto il settore, ha parlato senza filtri e alla fine li ha applauditi.
Il messaggio, quindi, non è quello di una tifoseria che ha già voltato le spalle alla squadra. È quasi l’opposto: noi ci siamo, ma vogliamo vedere un Catania all’altezza di quello che questa stagione deve rappresentare.
La prima è alle spalle.
Dalla prossima serviranno cuore, maglia sudata e risultati.
Insieme
