Due colori diversi, due curve diverse, ma un rapporto di amicizia e rispetto che affonda le proprie radici in uno dei momenti più dolorosi della storia del tifo rossazzurro. Alla vigilia di Catania-Crotone, raccontiamo il legame tra le due tifoserie.
Sabato al Massimino saranno avversari.
Per novanta minuti Catania e Crotone cercheranno gli stessi tre punti, ciascuno dalla propria parte. Sugli spalti, però, questa non è mai stata una partita come tutte le altre.
Perché tra una parte della tifoseria rossazzurra e quella rossoblù esiste un rapporto che negli anni è stato definito gemellaggio, amicizia, rispetto reciproco. Le forme del tifo organizzato sono cambiate, alcuni gruppi non esistono più e gli equilibri delle curve si sono trasformati. Ma la storia che lega Catania e Crotone è rimasta.
E per comprenderla bisogna tornare indietro di venticinque anni.
2001: tutto parte da un gesto che Catania non dimenticò
Uno dei momenti che contribuì maggiormente a cementare il rapporto risale al 2001, dopo la morte di Fabrizio Lo Presti, giovane ultras catanese che perse la vita in un incidente stradale mentre era in viaggio per seguire il Catania nella trasferta dell’Aquila.
Fu una tragedia che colpì profondamente l’ambiente rossazzurro.
Da Crotone arrivò qualcosa che andava ben oltre il calcio.
Nella successiva partita casalinga, la Curva Sud crotonese dedicò a Fabrizio uno striscione che ancora oggi viene ricordato nelle ricostruzioni storiche del rapporto tra le due tifoserie. Lo striscione venne esposto in curva e portato anche sul terreno di gioco prima della partita.
Il messaggio era dedicato alla vita persa seguendo la propria curva e alla volontà della curva crotonese di conservarne il ricordo.
Non era il risultato di una partita. Non era una questione di classifica.
Era il dolore di una tifoseria riconosciuto e rispettato da un’altra.
Ed è soprattutto da quel momento che il rapporto tra Catania e Crotone si rafforzò. Le ricostruzioni dedicate al tifo crotonese parlano in particolare del legame con la Curva Sud catanese e con gli Irriducibili ’91, ma ricordano anche rapporti personali e amicizie sviluppatisi negli anni tra esponenti delle due tifoserie.
Un rapporto sopravvissuto al cambiamento delle curve
Vent’anni nel mondo ultras sono un’eternità.
Nascono gruppi, altri si sciolgono. Cambiano generazioni, categorie, società e protagonisti.
Anche per questo oggi è probabilmente più corretto parlare di una forte amicizia e di rispetto reciproco piuttosto che utilizzare automaticamente l’etichetta di gemellaggio per rappresentare indistintamente ogni componente delle due tifoserie.
Una ricostruzione del tifo crotonese pubblicata nel 2020 sottolineava proprio questo aspetto: il gemellaggio tradizionale si era progressivamente attenuato anche in conseguenza dei profondi cambiamenti avvenuti nel movimento ultras catanese, mentre erano rimaste nel tempo numerose amicizie personali.
Ma ci sono momenti nei quali le etichette contano relativamente.
E basta guardare cosa accadde al Massimino nel 2015.
2015: una serata di calcio e amicizia al Massimino
È il 16 febbraio 2015.
Catania e Crotone si affrontano in Serie B. Sul campo c’è una partita vera, combattuta. Sugli spalti succede qualcos’altro.
All’ingresso nel settore ospiti, i sostenitori rossoblù mostrano uno striscione:
“Siamo orgogliosi e fieri di avere come amici ultras veri”
Partono gli applausi del pubblico catanese.
Dal settore crotonese si alza il coro “In Sicilia solo Catania”. Dalla Curva Sud del Massimino arriva la risposta: “In Calabria solo Crotone”.
Durante la partita viene scandito anche “Onoriamo chi ci rispetta”.
La cronaca di quella serata descrisse esplicitamente ciò che stava accadendo sugli spalti come la manifestazione di un’amicizia sincera tra le due tifoserie.
Sul terreno di gioco ognuno difendeva i propri colori.
Sugli spalti non c’era bisogno di inventare una rivalità che non esisteva.

Lo striscione esposto dai tifosi del Crotone al Massimino nel 2015: «Siamo orgogliosi e fieri di avere come amici ultras veri».
Quando la vicinanza supera anche il calcio
Il rapporto non si è manifestato esclusivamente durante Catania-Crotone.
Nel giugno 2015, nei giorni durissimi vissuti dalla città e dalla tifoseria rossazzurra durante la crisi del Calcio Catania, vennero riportati messaggi di vicinanza provenienti anche da Crotone, insieme a quelli di altre tifoserie legate ai catanesi.
È forse questo l’aspetto più interessante di tutta la storia.
Le amicizie tra tifoserie acquistano significato soprattutto quando escono dai novanta minuti: nel ricordo di una persona scomparsa, nei momenti di difficoltà, negli striscioni, nei gesti e nei rapporti personali che continuano anche quando per anni le rispettive squadre percorrono strade differenti.
Sabato saranno nuovamente avversari. Ma solo sul campo
Adesso Catania e Crotone si ritrovano ancora.
Sul piano sportivo, abbiamo già analizzato il Crotone che arriverà sabato al Massimino, una squadra la cui classifica racconta soltanto una parte della storia.
Cambiano i giocatori. Cambiano gli allenatori. Cambiano le classifiche e gli obiettivi.
Le curve, inevitabilmente, non sono più quelle del 2001.
Ma alcune storie meritano di essere raccontate proprio perché ricordano una cosa che nel calcio moderno rischiamo qualche volta di dimenticare.
Si può desiderare con tutte le proprie forze che la propria squadra vinca.
Si può cantare per novanta minuti.
Si possono difendere colori diversi.
E al triplice fischio ci si può ancora riconoscere e rispettare.
⚽ Dagli spalti al campo: tutto quello che c’è da sapere su Catania-Crotone nel nostro Match Center.
Catania e Crotone sabato saranno avversarie.
Catania e Crotone, però, hanno una storia che va oltre una partita.
