Grafica di Casertana-Catania 1-2: Andrea Dini protagonista con interventi decisivi, Cicerelli primo marcatore e Mario Ierardi autore del gol vittoria al 93'.
Un primo tempo probabilmente tra i migliori della stagione, una ripresa di enorme sofferenza e poi l’esplosione al 93’. Il Catania espugna il Pinto di Caserta per 2-1: Cicerelli apre dal dischetto, Castelli pareggia, Andrea Dini compie miracoli e Mario Ierardi firma nel recupero una vittoria pesantissima.
Ci sono partite che si vincono dominando. Altre che si vincono soffrendo. E poi ce ne sono alcune che, proprio perché sembrano scivolarti dalle mani, finiscono per avere un sapore completamente diverso.
Casertana-Catania appartiene alla terza categoria.
Il Catania di Emilio Longo torna da Caserta con tre punti pesantissimi, conquistati contro una squadra che arrivava alla settima giornata ancora imbattuta. Una Casertana che avevamo analizzato alla vigilia nel nostro Avversario ai Raggi X, sottolineandone proprio la capacità di rimanere dentro le partite anche nei momenti di difficoltà.
Lo fa mostrando due facce molto diverse: autoritario, aggressivo e pericoloso nel primo tempo; costretto invece a stringere i denti nella ripresa, quando la Casertana aumenta ritmo e pressione.
E se alla fine il tabellone dice Casertana 1, Catania 2, due uomini meritano una copertina particolare.
Il primo indossa i guanti: Santo Andrea Dini.
Il secondo porta il numero 68: Super Mario Ierardi.
Uno tiene vivo il Catania quando la partita sembra sul punto di girare. L’altro, al 93’, trasforma una domenica di sofferenza in una domenica dolcissima.
PRIMO TEMPO: finalmente un Catania che prende la partita
Longo parte con il 3-4-2-1: Dini; Ierardi, Di Gennaro, Perrotta; Bruzzaniti, Quaini, Vallocchia, Masciangelo; Cavuoti, Cicerelli; Lunetta.
E l’approccio è quello giusto.
Al 4’ Masciangelo entra in area e viene fermato fallosamente da Oukhadda. Dopo il controllo FVS viene confermato il calcio di rigore e al 7’ Cicerelli non sbaglia: 0-1.
Ma la cosa più interessante non è soltanto il vantaggio.
È ciò che accade dopo.
Il Catania non arretra e non prova semplicemente a gestire. Continua ad attaccare. Al 14’ Bruzzaniti va vicino al raddoppio; al 15’ Cicerelli trova addirittura il salvataggio sulla linea di Kontek. Al 27’ Lunetta gira alto una buona occasione, mentre nel finale De Lucia deve superarsi due volte sulle punizioni dello stesso Cicerelli.
Il vero rimpianto dei primi 45 minuti è proprio questo: un Catania così superiore avrebbe dovuto chiuderla.
E non averlo fatto presenta il conto nella ripresa.
SECONDO TEMPO: cambia la partita. E compare “Santo Dini”
Longo interviene subito: Caligara prende il posto di Cavuoti.
L’intenzione appare chiara: aggiungere un centrocampista e dare maggiore equilibrio a una partita che la Casertana è obbligata ad aggredire. La mossa, però, non riesce immediatamente a spegnere l’intensità dei padroni di casa.
Il Catania avrebbe ancora l’occasione per colpire: Bruzzaniti sfiora il raddoppio al 50’ e Cicerelli al 57’ manda di pochissimo fuori un tiro a giro.
Ma nel mezzo comincia lo show di Andrea Dini.
Al 52’ nega il pareggio a Manconi. Al 58’ interviene ancora sul numero 10 della Casertana. Poi arriva l’1-1 di Castelli, di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
E soprattutto al 67’ succede qualcosa che pesa tantissimo sul risultato finale: Manconi si presenta davanti al portiere rossazzurro e Dini salva ancora; sulla ribattuta arriva Girelli e Dini risponde una seconda volta.
Quattro interventi pesantissimi nella fase in cui la partita è maggiormente in bilico.
Chiamatelo pure Santo Andrea Dini.
Perché senza quelle mani, probabilmente, oggi racconteremmo un’altra partita.
PORTIERE: ANDREA DINI, UNA VITTORIA CHE PORTA ANCHE LA SUA FIRMA
Sul gol di Castelli può poco.
Per tutto il resto, Dini è gigantesco.
Trasmette sicurezza, risponde quando la Casertana alza il ritmo e soprattutto si esalta nel momento peggiore del Catania. Non sono interventi arrivati sul 2-0 o a partita ormai indirizzata: sono parate effettuate quando il risultato è appeso a un filo.
Ed è proprio questa la differenza.
Ierardi segnerà il gol della vittoria. Dini rende possibile arrivare ancora vivi a quel gol.
DIFESA: esperienza, sofferenza e un numero 68 che non molla mai
Mario Ierardi disputa già una partita di grande sacrificio prima ancora di diventare l’uomo copertina. Sul centro-destra combatte, chiude, accompagna e soprattutto non smette mai di crederci.
Poi arriva il 93’.
Corner di Insigne. Ierardi sale.
Colpo di testa. Gol. 1-2.
Seconda rete consecutiva per il difensore e soprattutto un gol che vale tre punti.
SUPER MARIO IERARDI. Non potrebbe esserci soprannome migliore oggi.
Di Gennaro dà ordine al centro della difesa. È il riferimento del reparto e, nonostante la pressione crescente nella ripresa, resta generalmente lucido negli anticipi e nelle letture.
Perrotta offre una prestazione solida sul centrosinistra. Deve convivere anche con il giallo ricevuto al 32’, ma continua a giocare con attenzione senza farsi condizionare eccessivamente dall’ammonizione.
Il gol subito su palla inattiva resta però qualcosa da analizzare: Castelli riesce a trovare lo spazio per colpire di testa e, contro avversari fisicamente importanti, certi dettagli possono costare carissimo.
CENTROCAMPO: Quaini e Vallocchia fanno legna e qualità
Quaini continua a essere uno degli uomini più affidabili di questo Catania. Recupera palloni, sporca linee di passaggio e dà equilibrio. Nel primo tempo trova anche il modo di rendersi pericoloso: al 40’ il suo tiro a giro termina di poco fuori.
Accanto a lui Vallocchia mette dinamismo, corsa e capacità d’inserimento. È coinvolto anche nella grande occasione del 15’, quando anziché concludere serve Cicerelli nell’azione poi salvata sulla linea da Kontek. L’unico limite è il giallo ricevuto già al 29’, che inevitabilmente gli impone maggiore prudenza nei contrasti successivi.
Sulle fasce arrivano altre indicazioni interessanti.
Masciangelo, al rientro, impiega pochissimo per incidere: è lui a conquistare il rigore che sblocca la partita. Continua poi a proporsi sulla sinistra e al 43’ confeziona anche un ottimo pallone per Bruzzaniti.
Bruzzaniti macina chilometri sulla fascia opposta. Attacca, ripiega e crea pericoli: sfiora il gol nel primo tempo e al 50’ manda fuori di poco di testa. Una partita generosa, anche se gli manca l’ultima giocata per trasformare una buona prestazione in una prova decisiva.
ATTACCO: Cicerelli trascina, Lunetta dà movimento, Cavuoti accende la luce
Emanuele Cicerelli è il principale riferimento offensivo del primo tempo.
Freddissimo dal dischetto al 7’, va più volte vicinissimo alla doppietta: Kontek gli nega un gol sulla linea, De Lucia gli dice di no sulle punizioni e al 57’ il suo tiro a giro sfiora il palo.
Segna, crea e mette continuamente in difficoltà la difesa campana.
Resta un piccolo rimpianto: con tutte le occasioni prodotte, avrebbe potuto chiuderla molto prima.
Lunetta, utilizzato da riferimento centrale, interpreta il ruolo in maniera tutt’altro che statica. Si muove, apre spazi e attacca la profondità. Al 27’ sfiora il gol e soprattutto, appena dopo l’1-1, ha immediatamente la possibilità di riportare avanti il Catania: De Lucia gli chiude la porta nell’uno contro uno.
Cavuoti gioca tra le linee e soprattutto nel primo tempo contribuisce alla fluidità della manovra. È uno di quei giocatori capaci di ricevere tra centrocampo e difesa avversaria e dare immediatamente verticalità all’azione. Longo lo sacrifica all’intervallo per aumentare la densità in mezzo.
LE SOSTITUZIONI: non tutte funzionano subito, ma quelle del 71’ cambiano il finale
Qui c’è un punto interessante della partita di Longo.
Caligara per Cavuoti al 46’ è la prima mossa. L’obiettivo è evidente: aumentare sostanza e ordine in mezzo. Il risultato non è perfetto, perché proprio nei primi venti minuti della ripresa il Catania attraversa il momento di maggiore difficoltà. Caligara prova comunque a dare geometrie e al 73’ cerca anche la conclusione dalla distanza, senza trovare la porta.
Poi, al 71’, arriva la doppia sostituzione che alla fine assume un peso enorme:
Coda per Cicerelli. Insigne per Lunetta.
Coda non trova il gol, ma cambia il tipo di partita offensiva: offre peso dentro l’area, occupa i centrali e costringe la difesa della Casertana a preoccuparsi maggiormente della presenza fisica del centravanti.
Insigne, invece, lascia direttamente la firma sulla vittoria.
All’88’ è già protagonista di un tentativo deviato in corner. Poi al 93’ va dalla bandierina e mette dentro il pallone che Ierardi trasforma nell’1-2.
Assist decisivo. Impatto decisivo.
Infine, all’84’, Cabianca prende il posto di Bruzzaniti. Non entra semplicemente per difendere il pareggio: all’88’ è proprio lui a cercare la porta, con una conclusione respinta che precede quella di Insigne. È un dettaglio importante perché racconta un Catania che, pur avendo sofferto enormemente, nel finale non si accontenta dell’1-1.
LONGO: il Catania mostra finalmente qualcosa su cui costruire
Non è stata una partita perfetta.
Anzi.
Il Catania avrebbe dovuto sfruttare meglio la superiorità mostrata nel primo tempo e chiudere la gara quando ne aveva l’opportunità. Nella ripresa ha sofferto troppo e in alcuni momenti è rimasto in piedi soltanto grazie alle parate di Dini.
Ma c’è anche l’altra faccia.
La squadra non si è sciolta dopo l’1-1. Ha resistito alla fase migliore della Casertana e, superata la tempesta, ha ricominciato a cercare la vittoria.
E i cambi offensivi di Longo hanno prodotto il pallone decisivo: Insigne batte il corner, Ierardi lo trasforma in tre punti.
SANTO DINI E SUPER MARIO: CASERTA PUÒ ESSERE MOLTO PIÙ DI TRE PUNTI
Alla fine rimane un’immagine.
Il pallone parte dalla bandierina al 93’. Ierardi sale più in alto. Colpisce.
Rete.
E tutto quello che era successo nei novanta minuti precedenti cambia sapore.
Il Catania conquista così un’altra vittoria esterna in un campionato che adesso proseguirà con la sfida interna contro il Crotone, come previsto dal calendario ufficiale del Catania FC.
Ma questa vittoria racconta soprattutto due uomini.
Santo Andrea Dini, perché quando il Catania barcolla mette i guanti sulla partita e rifiuta di farla cadere.
Super Mario Ierardi, perché quando ormai il pareggio sembra scritto decide che questa domenica deve avere un altro finale.
Uno la salva.
L’altro la vince.
Casertana 1-2 Catania.
E certe domeniche, quando arrivano così, sono semplicemente più dolci. 🔴🔵🌋
