Dopo il passo falso con l’Inter U23, il Catania riparte da Monopoli. Emilio Longo indica la strada da seguire, parla della crescita della squadra e affronta anche alcune scelte destinate a pesare sulla trasferta di Bari. Ma il messaggio più interessante arriva quando il tecnico guarda oltre il risultato.
La sconfitta contro l’Inter U23 non si può cancellare. Si può, però, decidere cosa farsene.
È probabilmente da qui che parte la settimana del Catania.
Il 2-1 del Massimino ha lasciato i rossazzurri senza punti alla prima giornata e ha inevitabilmente acceso qualche discussione. Ma siamo ad agosto, il campionato è appena cominciato e trasformare una sconfitta in un processo avrebbe poco senso.
Emilio Longo, alla vigilia della trasferta contro il Monopoli, sceglie infatti un’altra strada.
Non cerca alibi e non drammatizza. Prova piuttosto a capire quanto di ciò che non ha funzionato all’esordio sia già stato assimilato dalla squadra.
Ed è proprio questo il primo elemento da osservare sabato sera.
Non basta reagire: Longo vuole vedere dei passi avanti
Durante la settimana il Catania è tornato sulla partita contro l’Inter U23.
Non per rimuginare sulla sconfitta, ma per individuare quelle situazioni nelle quali la squadra avrebbe potuto fare qualcosa di diverso.
Longo continua a vedere disponibilità nel gruppo e questo, soprattutto in una fase nella quale idee e meccanismi devono ancora diventare naturali, rappresenta una buona base di partenza.
Adesso, però, serve il passaggio successivo.
Quello che durante la settimana viene provato e corretto deve cominciare a vedersi quando ci sono tre punti in palio.
Il tecnico si aspetta una crescita soprattutto in alcuni momenti della partita. Uno riguarda la circolazione del pallone, l’altro la capacità di interpretare meglio la pressione avversaria.
Non sono dettagli secondari.
Contro una squadra che proverà a togliere tempo e spazio al Catania, la qualità delle scelte potrebbe diventare uno dei temi centrali della gara.
E il Monopoli, da questo punto di vista, presenta caratteristiche precise.
Un avversario che Longo non vuole trasformare in un alibi
Il tecnico rossazzurro conosce ciò che attende il Catania.
Il Monopoli può schierarsi con una linea difensiva a tre e mostra una maggiore predisposizione al palleggio e alla pressione alta rispetto al passato.
Aspetti che il Catania dovrà tenere in considerazione, naturalmente.
Ma c’è una linea che Longo non vuole oltrepassare: conoscere l’avversario non significa temerlo.
Il Catania deve preoccuparsi soprattutto di riuscire a esprimere le proprie qualità.
Ed è qui che il discorso dell’allenatore diventa interessante, perché mette insieme due concetti che potrebbero sembrare in contrasto: consapevolezza della propria forza e umiltà.
Essere il Catania comporta aspettative diverse. Significa sapere che spesso, soprattutto in Serie C, dall’altra parte ci sarà una squadra pronta a giocare la propria partita con motivazioni enormi.
Il blasone, però, non assegna punti.
La prima giornata lo ha ricordato piuttosto chiaramente.
Il Catania è ancora un cantiere
C’è poi un altro elemento che accompagnerà inevitabilmente queste prime settimane.
La squadra che Longo sta costruendo non può ancora essere considerata un prodotto finito.
Il mercato ha portato e continua a portare nuovi giocatori, alcuni dei quali devono inserirsi nei meccanismi della squadra e soprattutto raggiungere una condizione fisica adeguata.
Ed è proprio qui che arriviamo a una delle decisioni più significative prese alla vigilia della trasferta.
Riguarda due dei nomi che inevitabilmente hanno attirato maggiormente l’attenzione negli ultimi giorni.
Massimo Coda ed Emanuele Torrasi.
Coda e Torrasi: la scelta per Monopoli
Chi sperava di vedere immediatamente Massimo Coda con la maglia rossazzurra dovrà aspettare ancora.
L’attaccante non partirà per la trasferta di Bari.
E con lui resterà a Catania anche Emanuele Torrasi.
Una scelta che potrebbe sorprendere soprattutto considerando il peso dei due ultimi innesti, ma dietro la decisione non ci sarebbero nuovi problemi fisici.
Longo ha spiegato di essersi confrontato con i giocatori e di aver individuato, insieme a loro, quella che in questo momento viene considerata la soluzione migliore: continuare a lavorare in sede per migliorare la condizione.
Meglio qualche giorno in più di lavoro che forzare un inserimento soltanto per averli immediatamente a disposizione.
Nel caso di Coda, del resto, il tema era già emerso durante la presentazione.
L’attaccante aveva parlato della necessità di recuperare ritmo dopo un periodo nel quale gli era mancato il lavoro continuativo con la squadra.
Per Torrasi il ragionamento è simile: è arrivato da pochissimo e dovrà avere il tempo necessario per entrare pienamente nei meccanismi del nuovo gruppo.
Il Catania, dunque, andrà a Bari senza due giocatori destinati ad avere un peso importante nel corso della stagione.
E questo sposta nuovamente l’attenzione su chi sarà in campo.
A Bari non serve una sentenza
Dopo una sconfitta alla prima giornata è facile cadere nella tentazione di trasformare quella successiva nella partita del riscatto a tutti i costi.
Ma siamo alla seconda giornata.
Qualunque giudizio definitivo sarebbe prematuro.
Monopoli-Catania può però raccontare qualcosa.
Può dirci se durante questa settimana la squadra abbia cominciato a correggere alcune delle difficoltà emerse contro l’Inter U23. Può mostrarci se la circolazione del pallone sarà più fluida. Può farci capire se il Catania riuscirà a gestire diversamente quei momenti nei quali l’avversario proverà ad aggredirlo.
E soprattutto può offrire una prima risposta sul carattere di un gruppo che ha appena incassato il primo colpo della stagione.
Perché perdere una partita, soprattutto ad agosto, non determina ciò che una squadra sarà nei mesi successivi.
Conta molto di più quello che succede dopo.
Ed è qui che arriva il messaggio più importante di Longo
Tra analisi tattiche, condizione fisica e scelte di formazione, alla fine il punto centrale della vigilia è probabilmente racchiuso in un concetto molto più semplice.
La sconfitta con l’Inter U23 ormai appartiene al passato.
Longo non può cambiarla e non può restituire al Catania i tre punti persi al Massimino.
Può però pretendere che quella partita sia servita a qualcosa.
Nel calcio, secondo il ragionamento del tecnico, si può vincere oppure si può imparare.
Ed è proprio qui che arriva la frase che più di tutte accompagna il Catania verso Bari:
«Dobbiamo dimostrare di aver imparato».
Non significa che sabato tutto debba improvvisamente funzionare alla perfezione.
Significa che gli errori commessi una settimana fa non possono essere semplicemente archiviati.
Devono lasciare qualcosa.
Per questo Monopoli-Catania non è ancora un esame e certamente non può essere una sentenza.
Ma è già una verifica.
👇 Fonte ufficiale:
Catania FC – Le dichiarazioni di Emilio Longo
