Al Massimino arriva la prima vittoria in campionato. Il risultato è pesante, ma forse il segnale più interessante della serata va cercato altrove.
Il tabellone alla fine dice 4-0. Dopo due sconfitte consecutive, il Catania trova contro il Cosenza i primi tre punti del suo campionato e lo fa con un risultato che, almeno sulla carta, non lascia molto spazio alle interpretazioni.
Eppure sarebbe forse troppo semplice fermarsi ai quattro gol.
Perché il Cosenza visto al Massimino ha fatto davvero poco per mettere in difficoltà i rossazzurri. E allora la domanda diventa inevitabile: quanto ci racconta realmente questa vittoria sul Catania che verrà?
La risposta, probabilmente, non è tutta nel punteggio.
Una partita da indirizzare. E stavolta il Catania lo fa
Dopo le sconfitte contro Inter U23 e Monopoli, la squadra di Emilio Longo arrivava alla terza giornata con la necessità di dare una risposta.
Non soltanto alla classifica.
Serviva una risposta nell’atteggiamento, nella capacità di controllare la partita e soprattutto nella gestione dei momenti.
Il Catania parte aggressivo, prova a recuperare il pallone in avanti e trova il vantaggio con Cicerelli, che al 27’ trasforma il calcio di rigore dell’1-0. Una rete importante soprattutto perché permette ai rossazzurri, per la prima volta in questo campionato, di giocare una parte consistente della gara dalla posizione di chi deve amministrare un vantaggio. (La Sicilia)
Ma il momento che cambia definitivamente la serata arriva dopo l’intervallo.
Sei minuti che chiudono tutto
Il Cosenza torna in campo ancora dentro la partita.
Almeno nel risultato.
Poi, nel giro di pochi minuti, cambia tutto.
Prima Lunetta trova il 2-0 dopo una giocata di Cavuoti. Poco dopo è lo stesso Lunetta a partecipare all’azione che porta Flavio Russo al terzo gol rossazzurro. (La Sicilia)
Dal possibile tentativo di reazione del Cosenza si passa così, molto rapidamente, a una partita praticamente finita.
Ed è qui che bisogna iniziare a separare ciò che il risultato racconta da ciò che possiamo realmente portarci dietro.
Perché il Catania ha fatto quello che una squadra con ambizioni importanti deve fare contro un avversario in difficoltà: non gli ha concesso la possibilità di rientrare in partita.
Sembra scontato.
Nelle prime due giornate, però, di scontato c’era stato ben poco.
Quattro gol, quattro storie diverse
La serata offre anche alcuni segnali individuali interessanti.
Cicerelli rompe l’equilibrio. Lunetta trova la rete del raddoppio. Russo segna ancora e raggiunge quota due gol nelle prime tre giornate di campionato. Poi arriva anche Roberto Insigne, che all’esordio in rossazzurro trova immediatamente il primo gol con la maglia del Catania. (QdS)
A questo si aggiunge la prestazione di Cavuoti, utilizzato da Longo in una posizione più avanzata e capace di incidere soprattutto nella costruzione del secondo gol. Una scelta tattica che ha creato problemi alla fase difensiva del Cosenza e che potrebbe diventare una delle soluzioni da osservare nelle prossime settimane. (La Sicilia)
Potrebbe.
Ed è una parola importante.
Perché una partita non basta ancora per trasformare un’intuizione in una certezza.
Il rischio più grande? Farsi ingannare dal 4-0
Dopo una vittoria così larga è facile passare rapidamente da un estremo all’altro.
Dopo Monopoli sembrava esserci già qualcosa da ricostruire. Dopo il Cosenza potrebbe sembrare improvvisamente tutto risolto.
Probabilmente non era vero fino in fondo prima e non lo è neppure adesso.
Il Cosenza arrivava al Massimino dopo due sconfitte e lascia Catania ancora senza punti. È quindi inevitabile tenere conto anche della consistenza dell’avversario prima di utilizzare questo 4-0 come certificazione definitiva della crescita rossazzurra.
In altre parole: il Catania ha dominato una squadra che gli ha permesso di dominarla.
Questo ridimensiona la vittoria?
No.
La mette semplicemente nella giusta prospettiva.
Perché queste partite bisogna comunque vincerle. E, quando se ne presenta l’occasione, bisogna possibilmente vincerle senza concedere all’avversario la possibilità di riaprirle.
È esattamente quello che il Catania ha fatto.
C’è però un dettaglio che vale la pena osservare
Sul 4-0 la partita non aveva praticamente più nulla da raccontare.
Il risultato era deciso, i tre punti erano già virtualmente in tasca e il Massimino poteva semplicemente aspettare il triplice fischio.
Eppure negli ultimi minuti si è vista una squadra che continuava a difendere la propria porta.
Un intervento, una chiusura, un pallone allontanato venivano vissuti come se il risultato fosse ancora in bilico.
Forse è proprio questo il dettaglio più interessante della serata.
Non il quarto gol.
Non necessariamente il poker.
Ma la volontà di non concedere nemmeno quella rete che, sul 4-0, non avrebbe cambiato assolutamente nulla nella classifica.
La porta inviolata sembrava essere diventata un piccolo obiettivo dentro l’obiettivo più grande.
E dopo aver subito quattro reti complessive nelle prime due giornate, vedere undici giocatori continuare a lavorare per proteggere lo zero fino all’ultimo minuto qualcosa può significare.
Non dimostra ancora che il Catania abbia trovato definitivamente solidità.
Ma racconta un atteggiamento.
Tre punti che servivano. Le risposte definitive possono aspettare
Dopo tre giornate il Catania cancella finalmente lo zero dalla propria classifica e conquista la prima vittoria del campionato.
Ma soprattutto interrompe quella sensazione di urgenza che due sconfitte consecutive avevano inevitabilmente creato intorno alla squadra.
Adesso arriverà un’altra partita al Massimino: sabato 12 settembre, alle 18, contro la Scafatese. (Sky Sport)
E forse sarà proprio quella la partita più utile per interpretare questa.
Non servirà necessariamente un altro 4-0.
Servirà capire se il Catania saprà riproporre la stessa fame quando davanti troverà una partita diversa, magari più sporca, più equilibrata e meno disponibile a lasciarsi controllare.
Perché contro il Cosenza abbiamo finalmente visto una squadra vincere.
Contro la Scafatese inizieremo forse a capire qualcosa in più su che squadra vuole diventare.
E allora la domanda resta aperta:
il 4-0 è stato soltanto il risultato di una serata troppo semplice, oppure dentro questa vittoria abbiamo intravisto i primi segnali del vero Catania di Longo?
