Ross Pelligra rompe il silenzio, si assume la responsabilità e chiede scusa al popolo rossazzurro. Quasi contemporaneamente, Vincenzo Grella lascia il Consiglio Direttivo della Lega Pro. Due fatti distinti, ma inevitabilmente inseriti nello stesso momento delicato della vita societaria del Catania. E adesso, dopo le parole, arriverà il momento più importante: quello dei fatti.
«Mi prendo la responsabilità di tutto e voglio cominciare chiedendovi scusa».
È probabilmente questa la frase più importante del messaggio con cui Ross Pelligra ha deciso di rivolgersi ai tifosi del Catania.
Dopo giorni di dubbi, scadenze, fideiussioni e preoccupazioni, il presidente ha scelto di metterci la faccia, assumendosi personalmente la responsabilità di quanto accaduto.
Pelligra ha spiegato che il Gruppo si era attivato da settimane preparando la documentazione necessaria e ha attribuito il ritardo alle tempistiche burocratiche legate al trasferimento tra istituti bancari.
Ma soprattutto ha voluto rassicurare Catania su un punto fondamentale: le risorse economiche, sostiene il presidente, ci sono.
E ha ribadito la volontà di continuare a investire nel club.
Parole importanti.
Ma proprio perché sono parole importanti, adesso dovranno essere accompagnate dai fatti.
Se i soldi ci sono, adesso bisogna dimostrarlo
Il problema non è soltanto quanto accaduto con la fideiussione.
Negli ultimi mesi attorno al Catania sono emersi diversi segnali che hanno inevitabilmente alimentato interrogativi sulla situazione economica e organizzativa della società.
Uno di questi riguarda Torre del Grifo.
Il centro sportivo è stato acquisito dal Catania attraverso un investimento complessivo di 5,5 milioni di euro. Un patrimonio enorme, non soltanto economicamente ma soprattutto per ciò che rappresenta per il futuro del club.
I lavori di recupero erano partiti, ma durante l’estate hanno subito uno stop che, secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, è stato legato a difficoltà economiche.
Oggi quei lavori risultano ripartiti.
Ed è proprio da qui che Pelligra può cominciare a trasformare le sue parole in qualcosa di concreto.
Perché la prima squadra, ancora oggi, non si allena a Torre del Grifo.
Nelle ultime settimane il Catania ha lavorato anche sul sintetico del Valentino Mazzola di Misterbianco, mentre in altre fasi della preparazione è stato utilizzato lo stesso Massimino.
Una situazione che difficilmente può rappresentare la normalità per una società che dichiara apertamente di voler costruire un progetto ambizioso.
Le indicazioni attuali parlano della possibilità di rendere disponibili i due campi in erba naturale di Torre del Grifo intorno alla metà di ottobre, se la tabella di marcia verrà rispettata.
Ecco allora un primo banco di prova.
Non servono nuove promesse.
Serve vedere quei lavori andare avanti.
Serve vedere la squadra entrare finalmente a Torre del Grifo.
Serve restituire al Catania una casa quotidiana nella quale allenarsi e costruire il proprio futuro.
Se Pelligra dice che le risorse ci sono, Torre del Grifo può diventare una delle prime dimostrazioni concrete.
Le scuse sono un punto di partenza
Va riconosciuto al presidente un passaggio tutt’altro che scontato: assumersi pubblicamente la responsabilità e chiedere scusa ai tifosi.
Avrebbe potuto limitarsi a comunicare la risoluzione del problema.
Ha invece riconosciuto la preoccupazione generata dalla vicenda.
È un segnale.
Ma non può essere il punto d’arrivo.
Perché una società che vuole costruire un progetto ambizioso non può permettersi che una questione amministrativa così delicata arrivi a trasformarsi in giorni di incertezza per squadra, tifosi e ambiente.
Il problema, quindi, non riguarda soltanto la disponibilità delle risorse.
Riguarda l’organizzazione.
Riguarda i tempi.
Riguarda la capacità di rispettare le scadenze.
E riguarda soprattutto la necessità di evitare che situazioni simili possano ripetersi.
E poi ci sono le dimissioni di Grella
Nelle stesse ore è diventata ufficiale un’altra notizia che non può essere ignorata.
Vincenzo Grella ha lasciato il Consiglio Direttivo della Lega Pro.
La Lega Pro ha formalizzato la sua sostituzione con Umberto Pagano, amministratore delegato della Salernitana.
Qui è necessario distinguere con attenzione i fatti dalle ricostruzioni.
Le dimissioni di Grella sono ufficiali.
Il collegamento diretto tra la sua decisione e la vicenda della fideiussione è stato invece riportato dalla stampa e, in assenza di una dichiarazione esplicita dello stesso dirigente che stabilisca quel rapporto di causa-effetto, deve essere trattato come tale.
Resta però la coincidenza temporale.
Mentre Pelligra interviene pubblicamente per assumersi la responsabilità di quanto accaduto e rassicurare la piazza sulla solidità economica del progetto, uno dei massimi dirigenti rossazzurri lascia il proprio incarico all’interno degli organi della Lega Pro.
Due avvenimenti che raccontano, quantomeno, quanto siano state delicate queste giornate per il Catania.
Adesso servono risposte strutturali
Ed è questo probabilmente il punto centrale.
Pelligra dice che i soldi ci sono.
Bene.
Adesso il Catania deve dimostrarlo non attraverso un altro comunicato, ma attraverso la normalità.
Una fideiussione presentata nei tempi previsti.
Una società organizzata.
Un centro sportivo che torna realmente operativo.
Una prima squadra che può finalmente lavorare ogni giorno in una struttura adeguata.
Una programmazione che non costringa continuamente tifosi e ambiente a interrogarsi su cosa stia succedendo dietro le quinte.
Perché avere disponibilità economica e avere una società economicamente e organizzativamente solida non sono necessariamente la stessa cosa.
Ed è proprio su questa distanza che Pelligra dovrà lavorare.
Dalle parole ai fatti
Il presidente ha chiesto scusa.
Ha rivendicato la disponibilità delle risorse.
Ha ribadito di voler continuare a investire.
Sono parole che una parte della tifoseria aveva bisogno di sentire.
Ma la fiducia, soprattutto quando viene messa alla prova, non si ricostruisce con un comunicato.
Si ricostruisce evitando che lo stesso problema si presenti nuovamente.
Si ricostruisce rispettando le scadenze.
Si ricostruisce completando ciò che è stato iniziato.
E si ricostruisce anche riportando finalmente il Catania a Torre del Grifo.
Pelligra ha fatto il primo passo assumendosi la responsabilità.
Adesso ne serve un altro, molto più importante.
Dimostrare con i fatti che dietro quelle parole esiste davvero il Catania che ha promesso di costruire.
